CIRCUITO "MANDINGO DI DOLCEACQUA"© Dolceacqua da vivere: "OLIO". MOSTRARE LA PROVENIENZA SULL'ETICHETTA

SCEGLI DI PASSARE UNA VACANZA DA SOGNO A DOLCEACQUA. NON TE NE PENTIRAI

28/01/09

"OLIO". MOSTRARE LA PROVENIENZA SULL'ETICHETTA



La determinazione obbligherà le aziende a specificare la provenienza della materia prima, vale a dire il luogo di produzione delle olive. Si annuncia una rivoluzione per tutti i generi alimentari
L’olio prodotto con le olive coltivate nelle fasce dell’entroterra di Imperia sarà presto riconoscibile sugli scaffali senza possibilità di confusione da parte dell’acquirente. La Commissione agricoltura della Camera dei Deputati ha approvato, infatti, nei giorni scorsi, una risoluzione per la tutela dell’olio extravergine italiano, che rilancia l’obbligatorietà di indicare in etichetta l’origine dell’olio.


La determinazione obbligherà, quindi, le aziende a specificare la provenienza della materia prima. Se una ditta, dunque, utilizza olio proveniente, ad esempio, dalla Spagna, dovrà specificarlo a chiare lettere. Ciò consentirà ai consumatori di poter riconoscere immediatamente dall’etichetta se un extravergine è prodotto interamente o meno con olive coltivate in una data zona rispetto al luogo dell’imbottigliamento.

Una vera e propria rivoluzione nel settore che è stata commentata positivamente dal presidente della Coldiretti imperiese Antonio Fasolo: «Si tratta – ha detto Fasolo – di una grande vittoria che premia l’impegno sempre profuso dalla Coldiretti per arrivare a una etichettatura che fornisca notizie precise sulla provenienza di tutti i prodotti del settore agroalimentare, a vantaggio delle nostre aziende».

La risoluzione parlamentare, che è stata votata all’unanimità da tutte le forze politiche, affronta non solo il problema della tutela dell’olio extravergine, ma anche quello del sostegno a tutto il comparto attraverso l’istituzione di una vera e propria task force contro le frodi. Secondo quanto prevede il testo, verranno dunque controllate le raffinerie e sarà vigilato il mercato, con particolare attenzione alle offerte a prezzi troppo bassi che spesso, purtroppo, nascondono mistificazioni se non vere e proprie truffe ai danni del consumatore.

«I prodotti falsi venduti apparentemente sottocosto – recita, infatti, un passo della risoluzione – rappresentano quantomeno una concorrenza sleale che deve essere bloccata al più presto».

Sugli scaffali dei supermercati, dunque, non potrà essere più spacciato come italiano, tantomeno come proveniente da una zona particolarmente vocata, l’olio venduto a prezzi veramente troppo bassi.

Sempre nei giorni scorsi, al Senato, il presidente della Commissione agricoltura, Paolo Scarpa Bonazza, ha presentato un disegno di legge per rendere obbligatoria l’indicazione del luogo di provenienza della materia agricola utilizzata sull’etichetta di tutti i prodotti alimentari immessi sul territorio nazionale. Si va, dunque, verso l’istituzionalizzazione di una etichetta che riporti in modo chiaro e inequivocabile i luoghi di coltivazione e di produzione dell’intera filiera dei cibi destinate alle nostre tavole.
(dal secolo xlx della provincia di Imperia)

1 commento:

  1. Voglio un po' vedere l'Olio Carli di Imperia, che qui a Milano sono tutti convinti che sia olio Ligure.

    RispondiElimina